Se la gita alle Foibe diventa un omaggio ai terroristi sloveni…

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“Cari studenti romani, nel vostro Viaggio del Ricordo nelle terre giuliano-dalmate, a ricucire i fili di una storia nazionale fino a pochi anni fa negata aggiungete anche una visitina ai luoghi-simbolo del terrorismo iugoslavo, quello che fece di tutto perché Venezia Giulia, Dalmazia e Fiume fossero strappate all’Italia e che nel 1945 è riuscito a coronare questo progetto”.

Accade a Roma, dove l’organizzazione del viaggio d’istruzione che porta molte scolaresche a visitare Trieste e l’Istria, si è vista comunicare all’ultimo momento una modifica del percorso pianificato. L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la Società di Studi Fiumani, che avevano proposto un viaggio che partisse dal cimitero di Redipuglia per ricordare i morti nella Prima guerra mondiale e che poi proseguisse col ricordare il dramma delle foibe al monumento di Basovizza e dell’esodo dei 300.000 italiani al Campo profughi di Padriciano e al Magazzino 26 (ex 18). Infine ci sarebbe stato il ricordo delle vittime del nazifascismo alla Risiera di San Sabba e una visita a Pola. Invece, le due associazioni si sono ritrovate davanti ad altre due tappe decise unilateralmente dall’Assessorato alla cultura di Roma, a soli quattro giorni dalla partenza. Le nuove tappe aggiunte? L’hotel Balkan, sede dei movimenti irredentisti sloveni, e la tomba di quattro terroristi del TIGR, giustiziati nel 1930 per reati gravissimi (omicidi e attentati dinamitardi).

Il senatore Roberto Menia, il padre della legge 92/2004 che ha istituito il Giorno del Ricordo, ha subito denunciato la scelta del Comune di Roma di aggiungere due tappe discutibili quelle dell’hotel Balkan e della tomba di Basovizza che riguardano episodi di terrorismo contro le autorità italiane, in un periodo ben precedente ai massacri nelle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. Le stesse critiche verso l’assessore Gotor le ha mosse il senatore Maurizio Gasparri.

“L’Anvgd di Roma e la Società di Studi Fiumani si sono viste cambiare il programma dal comune di Roma a soli quattro giorni dalla partenza a Trieste e a Pola” ci ricorda Marino Micich, direttore dell’Archivio della Società di Studi Fiumani, uno degli esperti di storia delle terre orientali d’Italia che avrebbe dovuto accompagnare docenti e studenti di Roma e provincia in gita scolastica. “Il programma, insomma, non era quello proposto da noi solo dieci giorni prima. Erano state aggiunte senza alcuna condivisione da parte nostra un passaggio al Narodni Dom (ex hotel Balkan) e alla tomba degli irredentisti dell’organizzazione TIGR impegnati con atti terroristici a seminare morte tra gli italiani tra il 1926 e il 1935”.

La Società di Studi Fiumani e i colleghi dell’Anvgd hanno così protestato con il Campidoglio, minacciando di disertare l’iniziativa. Solo dopo la mediazione del consigliere d’opposizione Federico Rocca (FdI) si è raggiunto l’accordo tra le associazioni e il comune di Roma: la modifica al piano di viaggio sarebbe stato un “suggerimento” senza obblighi per associazioni e scolaresche. A quel punto l’Anvgd e la Società di Studi Fiumani hanno sciolto la riserva e rinunciato a non partecipare al viaggio.

A difesa della decisione del Comune, spiega Micich “l’assessore Gotor ci ha fatto sapere tramite il suo Cerimoniale che tale modifica nel piano di viaggio voleva inserirsi nella scia del percorso battuto a suo tempo dai presidenti italiano e sloveno il 13 luglio 2020 a Basovizza”. Quell’estate, infatti, Mattarella e l’omologo sloveno Pahor visitarono sia la foiba di Basovizza che la tomba dei terroristi del TIGR, che dal punto di vista sloveno sono patrioti irredentisti. “Le nostre associazioni – continua Micich – hanno condiviso a suo tempo positivamente le iniziative di dialogo dei due presidenti italiano e sloveno. Un dialogo culturale che le nostre associazioni promuovono da oltre due decenni nelle terre di origine. La Società di Studi Fiumani per il dialogo con la città di Fiume ha ottenuto, niente di meno, nel 2018 la “Targa d’ Oro” dal Sindaco croato della città. Infine – secondo Micich – inserire all’ultimo momento il percorso dei due presidenti non risulta applicabile né ben comprensibile senza una adeguata preparazione alle comitive scolastiche. Nel corso propedeutico tenutosi al Palazzo Valentini una paio di settimane prima del viaggio non era stata presa in considerazione una eventuale visita ai luoghi simbolo degli sloveni e ciò va sottolineato.

In questo senso le novità inserite all’ultimo momento unilateralmente dal Comune di Roma sono apparse non condivisibili: “Ci è sembrato inopportuno inserire all’ultimo momento e senza un minimo confronto una simile iniziativa, soprattutto perché non prevedeva alcuna reciprocità da parte slovena. La reciprocità è un presupposto importante per noi, soprattutto nel nuovo contesto europeo”. Inoltre, Micich ha fatto notare che l’anno scorso il nuovo governo sloveno ha ritenuto di abolire la Giornata europea che ricorda le vittime del comunismo jugoslavo di Tito, senza una motivazione plausibile e andando contro alla Risoluzione europea del 19 settembre 2019 che ha condannato i crimini dei nazisti parificandoli a quelli dei comunisti. La Croazia fortunatamente non ha seguito l’esempio sloveno,

Del resto, i gesti di reciprocità si fanno in due: nessuno chiede agli studenti austriaci di venire a visitare la tomba di Guglielmo Oberdan o Cesare Battisti, che – legittimamente – possono essere considerati dal loro punto di vista sovversivi o traditori. Né si vuole impedire ai popoli ex iugoslavi di vedere come eroi coloro i quali noi, dal punto di vista italiano, consideriamo terroristi e nemici. Nella storia, si può essere d’accordo sul fatto che non si è d’accordo. Proprio per questo o gesti di grande cavalleria – quale è l’omaggio a un nemico – hanno una solida base di reciprocità, oppure somigliano molto a un bacio della pantofola, una mortificazione del proprio senso di identità e orgoglio nazionale davanti a quello di altri popoli.

E così, in quello che appare come uno spostamento della Finestra di Overton, ora si è riusciti a piazzare un chiodo nell’organizzazione dei Viaggi del Ricordo, muovendo un pochino l’assicella in direzione di una sua interpretazione antinazionale. Certo, non c’è nessun obbligo formale di visita alla tomba dei terroristi del TIGR o alla sede dei movimenti irredentisti filo-iugoslavi, ma capiterà senza dubbio che qualche docente più politicamente schierato possa decidere di approfittare dell’opportunità per far fare agli studenti una… “piccola deviazione”.

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