Turismo e identità: l’Italia è questa

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Tre docufilm che raccontano gli splendidi festival estivi delle Città Identitarie. Da Giancarlo Giannini a Gabriele Lavia, dalla Cardinale a Osho a Gabriele Cirilli grandi nomi dello spettacolo a Trino, Potenza e Loano nel progetto patrocinato dal Ministero del Turismo

“Questa è l’Italia che non morirà mai”, dicevamo in occasione del lancio della Rete dei comuni identitari di CulturaIdentità a Civita di Bagnoregio nel 2020. I tre docufilm incentrati sugli ultimi tre Festival delle Città Identitarie svoltisi nel 2023 a Potenza, Trino nel vercellese e Loano (Savona) con il patrocino del Ministero della Cultura e del Centro per il Libro e la Lettura, saranno proiettati alla Casa del Cinema di Roma in collaborazione e con il contributo del Ministero del Turismo, alla presenza dei sindaci delle tre città, del ministro Daniela Santanchè, del regista Edoardo Sylos Labini, del Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e di quello al Mef Lucia Albano del direttore della fotografia Andrea Chiarucci e di tutti coloro che hanno partecipato al progetto.

Perché l’Italia è questa, un museo a cielo aperto di simboli culturali, storici e artistici delle città di provincia, i borghi, le Città Identitarie appunto, da far conoscere al grande pubblico attraverso i Festival delle Città Identitarie di ogni estate fra musica, libri e i grandi personaggi che hanno rese grandi queste città. Rilanciare il nostro Paese rivalorizzando i nostri splendidi borghi e i territori ridisegnando un nuovo immaginario simbolico: questo l’appello al quale hanno risposto alcuni dei più grandi nomi internazionali dello spettacolo e della cultura italiani accettando di salire sui palchi dei Festival delle Città Identitarie, da Gabriele Lavia, che a Trino ha letto la Divina Commedia nello stesso paese natale di Gioito Gabriele de’ Ferrari che diede alle stampe la prima copia della Commedia dantesca, a Giancarlo Giannini, che a Potenza ha raccontato lo straordinario connubio artistico con una grande regista lucana come Lina Wertmüller.

E poi l’interpretazione della maschera del Carnevale di Loano, il benciancin, fatto dal comico Gabriele Cirilli. Di arte si è parlato con Angelo Crespi, critico e curatore da poco nominato dal ministro Gennaro Sangiuliano alla direzione della Pinacoteca di Brera. E poi giornalisti come Paolo Petrecca, direttore di Rai News 24, Alessandro Sallusti e Magdi Cristiano Allam, con la più bella d’Italia Miss Italia 2022 Lavinia Abate e la voce più sexy del doppiaggio italiano, Luca Ward, scrittori  e intellettuali  come Camillo Langone, Federico Palmaroli, in arte Osho, e Francesca Barbi Marinetti, i cantanti Arianna, Pamela D’Amico e Daniele Stefani, i governatori della Liguria, Giovanni Toti e del Piemonte, Alberto Cirio, e naturalmente loro, i sindaci delle Città Identitarie, di Loano, Luca Lettieri, Daniele Pane di Trino con l’assessore di Potenza, Gianmarco Blasi che ci hanno accompagnati  in questo viaggio tra i simboli identitari delle loro città.

1 commento

  1. “Città Identitarie”. OMG… Siamo nel 2024 e volete tornare alle città – Stato coi ponti levatoi e i coccodrilli negli steccati?

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