Ai Musei di San Salvatore in Lauro apre la mostra “Mauro Reggio. La mia Roma”

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Isola Tiberina, 2020 olio su tela, cm 60x100

Per chi si trovasse nella Città Eterna da giovedì 14 settembre fino al 18 ottobre è imperdibile la mostra di Mauro Reggio nella Galleria Umberto Mastroianni dei Musei di San Salvatore in Lauro a cura di Victoria Noel-Johnson: “Mauro Reggio. La mia Roma”. Organizzata da organizzata dal “Cigno” di Lorenzo Zichichi, che interverrà all’inaugurazione insieme all’artista e alla curatrice, la mostra è una riconferma dello stile pittorico di Mauro Reggio, da sempre dedito alla raffigurazione del paesaggio urbano esaltandone attraverso caratteristiche campiture piatte ma vibranti di colore volumetrie, prospettive e scorci architettonici, azzerando la presenza umana e facendo “parlare” geometrie e colori: tangenziali, gasometri, palazzi e archeologie industriali, emergono fissi sussistenti dal film pittorico di Reggio come se fossero fuori dal tempo umano pur ribadendo la propria appartenenza a stili ed epoche, a partire dalla grande tradizione italiana del XX secolo ma rinnovati alla luce degli esiti della contemporaneità non solo nel campo della pittura ma anche nella fotografia e nella applicazione delle nuove tecnologie. Come afferma Victoria Noel-Johnson, “Sarebbe sbagliato interpretare queste opere come scene architettoniche “ordinarie” concepite meccanicamente e prodotte tecnicamente. In tal senso, la lunga tradizione dei paesaggi urbani popolari, prodotti tra il XVII e il XIX secolo, costituisce una memoria molto lontana. In alternativa, i dipinti di Reggio sembrano schierarsi consapevolmente contro tali tradizioni pittoriche a favore delle scoperte artistiche fatte all’inizio del XX secolo (tra cui la pittura metafisica e il surrealismo), che hanno contribuito ad aprire le porte a opere pittoriche che nascono dalla libertà concettuale piuttosto che dalla tradizione figurativa. Abbracciando questa apertura mentale, l’occhio può estrarre ed enfatizzare ciò che mentalmente “vede”, costringendo a sua volta la mano a rifiutare le aspettative logiche e, così, le permette di produrre scene o dettagli che vanno oltre il qui e ora e il poi e lì”. In mostra vedremo una selezione di 35 paesaggi urbani, dettagli architettonici e scultorei, in olio su tela: visioni straordinarie della realtà urbana ordinaria che producono “narrazioni urbane piuttosto che paesaggi urbani”, dove ogni dipinto costituisce un capitolo diverso del “libro” di Mauro Reggio, che continua a “scrivere” in ogni opera pittorica la natura senza tempo della città. Nato a Roma nel 1971, l’artista ha realizzato mostre personali e collettive in gallerie di prestigio, musei e spazi pubblici in Italia e all’Estero: sua è la copertina del mensile CulturaIdentità del giugno 2019.

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