Il PD campeggia con gli studenti ma è proprio il “modello Milano” a essere sbagliato

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E così anche le tendopoli diventano chic: il PD milanese si è intestato la protesta innescata da Ilaria Lamera, la studentessa che nei giorni scorsi ha piantato una tenda davanti al Politecnico per protesta contro il caro affitti a Milano.

Ma a non funzionare è proprio il modello Milano di cui il vanity sindaco (copyright Giorgio Gandola) va orgoglioso: non esistono più le case popolari, la sua è una metropoli per cittadini ZTL. Va così anche a Roma, dove però incredibilmente il PD deve avere avuto almeno lì una resipiscenza sulle ZTL modello milanese che voleva importare nella Città Eterna con Gualtieri.

Beppe Sala è accorso subito e ha detto “non ci sono i soldi”. Come no. Nella Milano del Salone del Mobile e degli immobili miliardari, nella Milano di Porta Nuova feudo del fondo di investimento qatariota, nella Milano della Fondazione Prada e di Covivio, una delle più grosse società immobiliare d’Europa che sta trasformando la zona sud di Milano in una cosa tipo South Kensington, non ci sono i soldi. Dopo le clamorose novità della violenza a Milano e del caro affitti nella città che amministra, Beppe Sala convoca i tavoli per discutere di sicurezza e caro affitti: meglio tardi che mai, va.

Quello del caro affitti è (era) un tema sparito dai radar a Milano, neanche in campagna elettorale (anzi, soprattutto in campagna elettorale) era stato affrontato, a parte rarissime e singole eccezioni. Ora è diventato un tema da Vanity Fair e il PD corre, ma non potendosela prendere con se stesso se la prende…col Governo, come un Macron qualsiasi che anziché pensare ai casi suoi incolpa il Presidente del Consiglio italiano.

La sinistra ZTL a Milano ha fatto dell’attrattività un segno distintivo per operazioni immobiliari alla Jordan Belfort di Wolf of Wall Street e ci è riuscita benissimo, tutto è luminoso e figo, peccato che in viale Toscana ci sia la fila per il pane. E non sono tutti stranieri.

Noi siamo con loro. Perché i costi pazzi sono una conseguenza di scelte ben precise di amministrazioni (attuali) e governi nazionali (precedenti) altrettanto facilmente identificabili. Ma attenzione: sperando che la protesta non venga servita impiattata con qualche Sardina bolognese rediviva, bisogna dire le cose come stanno. Il caro affitti non è la causa, ma l’effetto di politiche sconsiderate che negli anni hanno baciato la pantofola della UE in nome dell’austerità e dei conti in ordine. Poi il mercato fa il suo. E i costi degli affitti si adeguano al mercato, a meno di non intervenire con modelli tipo piani quinquennali di sinistra memoria.

Gli affitti, a Milano dove si manifesta con le tende come a Roma, non sono elevati per colpa degli affittuari ma per effetto della perdita del potere d’acquisto dei cittadini. Gli affitti sono alti insomma rispetto a stipendi e salari troppo bassi (anzi, al netto del 2020 sono addirittura scesi rispetto a trent’anni fa). Ecco che allora i prezzi salgono, mentre i salari scendono: tracollo che interessa il ceto medio, impiegati, professionisti, insegnanti. E studenti.

Il PD fa il campeggio con gli studenti e usa la loro (giusta) protesta per attaccare il Governo, ma è l’iniziativa sbagliata di chi non sa più a cosa aggrapparsi per dimostrare di esistere.

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