Si aumentino i requisiti minimi per guidare il Paese

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ilgiornale.it

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Un medico impiega tra i 15 e i 20 anni della sua vita (post diploma) per poter praticare la sua professione, se tutto va bene; un notaio, un giudice, un insegnante, impiegano anche 10 anni prima di poter iniziare a lavorare con quello per cui ha studiato tutta la sua vita fino a quel momento. Nulla da dire considerando che ogni giorno questi professionisti si assumono la responsabilità di salvare le vite di decine di persone, educarne i figli, assolverli o condannarli alla galera, e così via.

Maggiore responsabilità ed importanza un determinato lavoro ricopre, maggiore è il tempo necessario per formare un individuo a quel determinato compito.

Eppure, per assumersi la responsabilità di sessanta milioni di abitanti in ogni singolo ambito della loro vita, basta la terza media, basta avere 25 anni, basta avere voti.

Eppure non basterebbero i voti di tutti gli italiani per rendere una persona competente, pronta e consapevole di quello che significa essere un deputato della Camera o un Senatore o lavorare come ministro.

Parliamo di avere ogni giorno la responsabilità di mantenere, correggere e migliorare la sanità, la giustizia, l’economia, la sicurezza interna ed esterna ai confini e tutta la vita di 60 milioni di abitanti.

Dunque perché noi civili comuni mortali, che siamo coloro i quali danno potere, stipendio e mandato ai parlamentari, dobbiamo avere decine di certificati tra diploma, lauree, master, abilitazioni, punteggi in graduatorie infinite che durano decenni per poter lavorare, mentre per loro, semidei, per essere ministro dell’agricoltura, dell’economia, degli esteri, dell’istruzione e della sanità basta una terza media?

Basta aver lavorato come bibitaro per avere la responsabilità dell’intera economia italiana nelle proprie mani? Basta aver raccolto pomodori per una stagione per essere ministro dell’agricoltura di uno dei paesi più fertili del mondo? Basta avere una laurea la cui tesi è stata copiata per essere ministro dell’istruzione?

A quanto pare basta avere voti, soldi, raccomandazioni e possibilmente sapersi districare tra le domande insidiose dei giornalisti.

I voti, questo magico potere che tutto rende possibile in politica, signori miei non bastano a fare un ministro, un deputato, un senatore.

Urge un cambiamento tanto quanto stride tutta questa incoerenza.

Urge una legge che aumenti i requisiti minimi per poter guidare un Paese, per poter parlare in Parlamento, per poter essere eletto.

Non bastano due lauree, venti master e dieci anni sul campo per una tale responsabilità, ma noi, da civili comuni mortali chiediamo loro semplicemente di avere requisiti minimi poco oltre la mediocrità.

Onore e valore non sono valutabili in un curriculum vitae, ma il percorso di studi e lavorativo in un settore si.

Abbiamo bisogno di estirpare la mediocrità umana e curriculare dalla politica, che altro non è che la cabina di pilotaggio di questa Italia alla deriva.

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